THERMOCENTRO,
una divisione di WULLSCHLEGER GROUP SA

Quale pellet scegliere?

Quale pellet scegliere?

26
09
2017


Non tutto il pellet è uguale: è indispensabile fare attenzione alla qualità!

La diffusione del pellet ha portato negli anni a una crescente offerta, talvolta di dubbia qualità.
Per saper scegliere al meglio è indispensabile conoscere le caratteristiche del pellet di qualità, consapevoli dei rischi a cui si va incontro con l’utilizzo di pellet scadente. 

Quali sono le caratteristiche principali del pellet?

  • potere calorifico: deve essere fra 4,5 e 5,5 kWh/kg. Più  è alto il numero, migliore è la qualità del pellet
  • valore  relativo al residuo di cenere: indica il grado di sporco che il pellet lascia all’interno della macchina, il valore deve essere minore dell’1%
  • percentuale di umidità: non deve superare l’8%. Se maggiore, diminuisce il potere calorifico del pellet, causando uno spreco di combustibile  
  • dimensioni: sono importanti per ottimizzare la combustione ed evitare guasti di funzionamento. Nei limiti di tolleranza fissati dalla certificazione ENplus, il loro diametro deve essere di 6mm, la loro lunghezza non deve superare i 40mm

Quali sono le certificazioni del pellet?

L’ordinanza contro l’inquinamento atmosferico (OIAt) prescrive che per la produzione di pellet vengano usati solo lubrificanti naturali.
Si prevede che in futuro la OIAt imporrà che in Svizzera possa essere venduto solo pellet certificato secondo lo standard  ISO. In Svizzera la norma di riferimento è la SN EN ISO 17225-2. Il pellet che rispetta lo standard dettato da questa norma è certificato ENplus.
Questa certificazione divide il pellet in 3 categorie:

  • A1: la migliore qualità
  • A2: seconda scelta
  • B: terza scelta

L’utilizzo di pellet non certificato o con certificazioni inferiori a ENplus A1 causa il decadimento delle garanzie della maggior parte dei fabbricanti di stufe e caldaie.
Il marchio ENplus, non soltanto indica che il pellet adempie alle esigenze dettate dalla norma ISO 17225-2, ma va oltre, certificando tutta la filiera, dalla produzione allo stoccaggio, fino al trasporto nelle vostre case. Grazie a un numero univoco del certificato, potete risalire alla provenienza del pellet acquistato.

Quali problemi può causare un pellet non certificato?

Il danno minore che può accadere è che la stufa o caldaia si sporchi più rapidamente, con la necessità di pulirla più frequentemente.
In caso di pellet poco calorifico, ad esempio quelli di betulla, invece, la macchina non arriva ai rendimenti dichiarati dal produttore, dunque brucia tanto ma non scalda come dovrebbe.
Può succedervi invece l’opposto con pellet troppo calorifico, come ad esempio quello di rovere, la cui combustione può arrivare addirittura a deformare parti interne della camera di combustione, con la conseguente necessità di sostituzione. Tale sostituzione non è coperta da garanzia, in quanto quest’ultima decade in caso non si utilizzi pellet di qualità.

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